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Maserati 3200 GT – Dossier Editoriale

Data: 10-02-2026

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La Maserati 3200 GT rappresenta una delle gran turismo italiane più iconiche a cavallo del millennio. Presentata nel 1998 sotto la nuova gestione Ferrari, segnò il ritorno di Maserati nel segmento delle coupé 2+2 ad alte prestazioni dopo gli anni delle Biturbo. Con il suo V8 biturbo da 370 CV e trazione posteriore, un design firmato Giorgetto Giugiaro e i famosi fanali posteriori “boomerang” a LED (una primizia mondiale su un’auto di serie), la 3200 GT ha saputo unire prestazioni elevate e stile italiano, divenendo immediatamente riconoscibile e unica nel panorama delle GT dell’epoca. Oggi, a oltre vent’anni dal debutto, questa Maserati è considerata una youngtimer di grande interesse collezionistico, apprezzata per il suo carattere analogico e il ruolo chiave nel rilancio del marchio Maserati. Di seguito, un dossier completo che ne ripercorre la storia, ne analizza design e tecnica, offre impressioni di guida e consigli per l’acquisto e la conservazione, con uno sguardo al contesto competitivo e al mercato attuale.

 


Storia del Progetto e Rilancio Maserati negli Anni ’90

Alla metà degli anni ’90 Maserati era in difficoltà, reduce dall’era Biturbo e da vendite declinanti. La svolta arrivò con l’acquisizione da parte di Ferrari (gruppo Fiat) nel 1997, che portò investimenti e know-how per modernizzare il brand. In tempi record, il nuovo corso sfociò nella presentazione della Maserati 3200 GT al Salone di Parigi del 1998, un evento che destò enorme scalpore. Questo modello segnò la rinascita del Tridente: riprendeva il concetto delle classiche Maserati degli anni '60 (non a caso il nome omaggia la 3500 GT), ma con soluzioni moderne e prestazioni all’altezza dei concorrenti dell’epoca.

 

La 3200 GT fu l’ultima Maserati progettata integralmente in casa Maserati prima dell’era Ferrari a pieno regime. Il suo arrivo testimoniò la trasformazione dell’azienda: dal vecchio stabilimento di Modena usciva un’auto completamente nuova, destinata a rilanciare l’immagine Maserati nel mondo. Anche se la 3200 GT non venne esportata negli USA (a causa dei fanali posteriori non conformi alle normative americane), il modello successivo – la Coupé/Spyder 4200 con motore Ferrari – permise nel 2002 il ritorno sul mercato nordamericano. In sintesi, la 3200 GT occupa un posto speciale nella storia Maserati: ha rappresentato il ponte tra la tradizione artigianale delle Biturbo anni ’80-’90 e la nuova era industriale sotto Ferrari, aprendo la strada ai successi degli anni 2000.

 

Design Giugiaro e Scelte Costruttive

Lo stile della Maserati 3200 GT porta la firma di Giorgetto Giugiaro (Italdesign) per gli esterni, mentre gli interni sono frutto di Enrico Fumia (all’epoca in Pininfarina/Lancia). Il design esterno è quello di una coupé italiana raffinata ed aggressiva: linee morbide e levigate, cofano lungo e basso, passaruota muscolosi, proporzioni classiche da gran turismo. Il frontale sfoggia la tipica calandra ovale Maserati con il Tridente cromato al centro, affiancata da fari a goccia affusolati. La fiancata è pulita, solcata da uno sfogo d’aria dietro le ruote anteriori, e termina in una coda tronca (coda Kamm) molto elegante.

 

Il dettaglio più celebre sono però i fanali posteriori a forma di boomerang, che integrano le luci a LED: una soluzione all’avanguardia assoluta per l’epoca. Questi sottili fanali arcuati, che abbracciano il profilo del baule e dei parafanghi posteriori, conferiscono un’identità unica alla vettura sia di giorno sia di notte. La 3200 GT fu la prima auto di serie a sfoggiare apertamente la tecnologia LED per le luci di coda, facendone un elemento di design distintivo. Tale peculiarità, sebbene apprezzata dagli appassionati, fu considerata poco conforme alle normative USA sulla visibilità laterale, motivo per cui la successiva 4200 Coupé adottò gruppi ottici più tradizionali. I “boomerang” originali sono oggi molto ricercati e contribuiscono al fascino collezionistico della 3200 GT.

 

L’abitacolo unisce sportività e lusso artigianale in puro stile Maserati. I quattro posti (2+2) sono avvolti da pellami pregiati: gli interni erano rifiniti in pelle Connolly di alta qualità, con sedili e pannelli porta morbidi al tatto e profumati. Plancia e console presentano inserzioni classiche (radica o alluminio spazzolato a seconda delle configurazioni) e trovano al centro l’inconfondibile orologio analogico Maserati incastonato nella parte superiore. Il quadro strumenti a doppio cilindro (tachimetro e contagiri) è di chiara lettura, mentre la console centrale ospita i comandi del climatizzatore automatico e l’autoradio (all’epoca con lettore di cassette, segno dei tempi). Non mancano dettagli sportivi come il volante a tre razze in pelle, il pomello del cambio in legno o alluminio e i pedali in metallo forato (questi ultimi presenti soprattutto nella serie speciale Assetto Corsa). Complessivamente gli interni della 3200 GT offrono un ambiente elegante e confortevole per i viaggi lunghi, ma con la giusta atmosfera racing. Il livello di finitura fece un passo avanti rispetto alle Maserati precedenti, grazie anche a componentistica derivata da fornitori di qualità del gruppo Fiat. Pur con qualche comando dall’ergonomia particolare (tipico “charm” italiano), l’abitacolo resta un punto di forza della vettura nel coniugare piacere di guida e comfort di lusso.

 

Architettura Meccanica e Scheda Tecnica

Sotto il cofano della 3200 GT pulsa un motore che è l’ultimo della gloriosa tradizione Maserati biturbo. Si tratta di un V8 da 3.217 cm³ montato anteriormente a sbalzo sull’asse anteriore. Derivato dall’unità utilizzata sulla Quattroporte IV e sulla Shamal (opportunamente aggiornata), questo propulsore adotta due turbocompressori IHI a bassa inerzia, uno per bancata, che gli consentono di erogare 370 CV a 6250 giri/min e una coppia robusta di 491 Nm già a 4500 giri. Numeri notevoli per la fine degli anni ’90: la 3200 GT scatta da 0 a 100 km/h in circa 5,1 secondi e raggiunge una velocità massima prossima ai 280 km/h, valori da autentica supercar dell’epoca. Questo V8 (codice Maserati AM 585) presenta distribuzione bialbero a 32 valvole e soprattutto le caratteristiche testate verniciate in rosso, divenute un elemento estetico distintivo visibile aprendo il cofano. Alimentato a iniezione elettronica multipoint, è gestito da una centralina che fu tra le prime in Maserati a includere il drive-by-wire (controllo elettronico dell’acceleratore) al posto del tradizionale cavo.

 

La potenza del motore è trasmessa alle sole ruote posteriori attraverso un cambio manuale a 6 marce (di origine Getrag) dal comando preciso, con frizione monodisco a secco. L’esemplare del 2001 in esame adotta proprio il cambio manuale a 6 rapporti, che esalta il coinvolgimento di guida; in alternativa Maserati offriva dal 2000 una versione 3200 GTA con cambio automatico a 4 velocità, più orientata al comfort (0–100 km/h in 5,7 s e vmax 270 km/h, leggermente inferiori). Il differenziale posteriore è a slittamento limitato (LSD) per garantire motricità, coadiuvato da un controllo elettronico di trazione ASR disinseribile dal conducente. ABS Bosch 5.3 di serie e airbag frontali lato guida e passeggero completano il pacchetto di sicurezza attiva e passiva – va notato però che controlli di stabilità ESP non erano presenti, mantenendo così un’esperienza di guida più “pura” ma richiedendo maggior perizia al pilota.

 

Il telaio della 3200 GT utilizza una scocca portante in acciaio con sottotelai ausiliari; lo schema sospensivo è a quattro ruote indipendenti con doppi bracci oscillanti sia all’avantreno che al retrotreno, abbinati a molle elicoidali, ammortizzatori idraulici e barre antirollio. Questa architettura, insieme al passo di 2650 mm, privilegia la stabilità alle alte velocità e il comfort sul veloce – qualità tipiche delle GT italiane – senza rinunciare a un comportamento agile nel misto. Sulle versioni standard l’assetto è tarato sul compromesso tra comodità e sportività; degna di nota la serie limitata Assetto Corsa (2001) che adottava sospensioni a controllo elettronico attivo con ben 14 diversi settaggi automatici in base ai sensori, oltre a molle e barre irrigidite e assetto ribassato di 10 mm. L’impianto frenante, fornito da Brembo, prevede dischi autoventilanti generosamente dimensionati (anteriori da 330 mm) morsi da pinze in alluminio a 4 pistoncini; la capacità frenante fu elogiata nelle prove su strada, garantendo spazi d’arresto ridotti e buona resistenza al fading. Lo sterzo è a cremagliera servoassistito; sulle Assetto Corsa venne montato un servosterzo più diretto (meno giri volante) per aumentare la reattività.

 

Dal punto di vista elettronico, la 3200 GT inaugurò per Maserati una nuova era: fu la prima a disporre di gestione motore completamente digitale, ABS e traction control integrati, diagnostica di bordo avanzata. Tuttavia, come spesso accade per le prime applicazioni, l’elettronica risultò inizialmente acerba e talvolta problematica – un aspetto da tenere presente che affronteremo nella sezione dedicata ai difetti noti. Resta il fatto che, considerata nel suo insieme, la scheda tecnica della 3200 GT la collocava ai vertici della categoria alla fine degli anni ’90, rendendola una GT sofisticata e competitiva rispetto alle rivali tedesche e inglesi.

 


Un esemplare di Maserati 3200 GT è attualmente disponibile presso 2F Drive.
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👉 Scheda vettura: https://www.2fdrive.com/it/prodotti/508-506-maserati-3200-gt
👉 Showroom 2F Drive: https://www.2fdrive.com/it/prodotti/showroom


Esperienza di Guida su Strada

Alla guida, la Maserati 3200 GT offre un’esperienza tipicamente GT all’italiana, mescolando comfort da grande turismo e un carattere vivace da sportiva. Accendendo il V8 biturbo si viene accolti da un sound pieno e gutturale, meno acuto rispetto ai V8 Ferrari dell’epoca a causa della presenza dei turbocompressori, ma comunque gratificante. In marcia tranquilla, l’abitacolo è ben isolato: il rumore di fondo è contenuto e si viaggia in souplesse, complici le sospensioni abbastanza cedevoli che assorbono bene le asperità. Su asfalti sconnessi la 3200 GT ammortizza con efficacia le buche e mantiene una compostezza notevole per un’auto sportiva, confermando la vocazione da granturismo veloce capace di macinare chilometri senza affaticare guidatore e passeggeri.

 

Quando però si decide di spingere, la vettura mostra l’altro volto: il biturbo Maserati eroga la potenza in modo molto energico. Al di sotto dei 2000 giri/min il motore è docile, ma superata questa soglia entrambi i turbocompressori entrano in coppia con un “calcio” deciso. La spinta diventa vigorosa e continua fino alla zona rossa, con un allungo notevole fino a oltre 6000 giri. Questa erogazione “vecchia scuola” – poco filtrata dall’elettronica, con un pizzico di turbo lag seguito da una decisa entrata in coppia – differenzia la 3200 GT da molte sue contemporanee: ad esempio, la spinta arriva più brusca che in una Porsche 911 Carrera o in una Jaguar XKR, che vantavano una risposta dell’acceleratore più lineare e prevedibile. Ciò richiede al guidatore maggiore attenzione, specialmente sul bagnato o in curve strette, dove una pressione eccessiva del gas può provocare pattinamenti del retrotreno nonostante la presenza dell’ASR. Con il controllo di trazione disinserito, la 3200 GT sa impegnare anche i piloti esperti, regalando però soddisfazioni notevoli a chi ama una guida grintosa: il telaio ben bilanciato e la trazione posteriore permettono, volendo, di accennare sovrasterzi di potenza in uscita di curva, mantenendo comunque un buon controllo (grazie anche al differenziale autobloccante).

 

Lo sterzo colpisce per la rapidità e il feeling diretto: il rapporto di sterzata è piuttosto pronto (specie sulle versioni Assetto Corsa), tanto che inizialmente può sorprendere per la reattività nell’inserimento in curva. Una volta fatta l’abitudine, però, si apprezza la precisione con cui la vettura segue le traiettorie impostate. Nei curvoni veloci l’assetto morbido conferisce grande stabilità e confidenza, mentre sul misto stretto la 3200 GT paga un po’ il peso (circa 1.600 kg in ordine di marcia) e una taratura orientata al leggero sottosterzo di sicurezza. Non è una sportiva pura come una 911 – la stessa Maserati la intendeva più come GT di lusso – ma sa essere coinvolgente: il compromesso di sospensioni e freni permette sia di viaggiare comodamente, sia di divertirsi su strade tortuose, purché senza pretendere la rapidità di reazioni di una vera auto da corsa.

 

Il cambio manuale a sei marce contribuisce al piacere di guida: ha innesti precisi, sebbene con una corsa della leva un po’ lunga, e una frizione tutto sommato leggera per un’auto di questa categoria. La rapportatura consente di sfruttare bene la coppia del motore: volendo si può viaggiare in sesta marcia con il V8 in pieno relax, oppure scalare rapidamente fino alla seconda per ottenere il massimo della spinta turbo. In alternativa, la trasmissione automatica (sui modelli GTA) offre cambiate fluide e ben si sposa con la natura gran turismo per chi privilegia la comodità, a scapito però di parte del coinvolgimento e della reattività. Ottimo il giudizio sui freni: il pedale restituisce buona modulabilità e l’impianto Brembo garantisce spazi d’arresto sicuri anche nella guida brillante.

 

Nei viaggi lunghi la 3200 GT si rivela una compagna di viaggio ideale: i sedili in pelle Connolly sono ampi e confortevoli, con regolazioni elettriche (memorize lato guida), e la climatizzazione automatica efficiente consente di affrontare senza problemi trasferte anche in estate. A velocità autostradali la vettura fila stabile e composta, con il motore che ronfa sommessamente a regimi medio-bassi (merito anche della sesta marcia di riposo). L’insonorizzazione è buona, con fruscii aerodinamici contenuti nonostante la forma coupé. Solo le gomme larghe (cerchi da 18″ con pneumatici 245/40 ant e 265/35 post) possono generare qualche rumore di rotolamento su asfalti ruvidi. In città, la Maserati se la cava discretamente: la visibilità anteriore è ottima, un po’ meno quella posteriore (complice la coda alta), ma sensori di parcheggio all’epoca non erano diffusi, quindi richiede attenzione in manovra. Il diametro di sterzata non è piccolo, ma il volante servoassistito rende leggero manovrare nonostante le dimensioni.

 

In sintesi, la Maserati 3200 GT su strada offre ciò che promette: un’esperienza di guida affascinante, dal sapore leggermente vintage per via del turbo “brutale” e dell’elettronica poco invasiva, unita al comfort e all’eleganza di una coupé di lusso. È un’auto che invita a guidare per il piacere di farlo, capace di emozionare l’appassionato con il suo pedigree e al tempo stesso coccolarlo durante il viaggio. Come ogni Maserati, richiede rispetto e manutenzione attenta, ma ripaga con un carattere e un’anima che poche altre GT contemporanee possono vantare.

 

L’Esemplare 2F Drive: Configurazione e Condizioni

L’esemplare di Maserati 3200 GT del 2001 proposto da 2F Drive si presenta con una configurazione raffinata e classica. La carrozzeria è verniciata in un elegante Blu metallizzato (tonalità scura) abbinato a interni in pelle beige Connolly. Questo contrasto blu/beige esalta le linee della vettura e conferisce all’abitacolo luminosità e un tocco di tradizione (richiamando gli accostamenti blu carta da zucchero e cuoio chiaro tipici delle GT italiane anni ’60). I sedili, la plancia, i pannelli porta e perfino il volante sono rivestiti in morbida pelle beige, con tappetini coordinati e inserti color radica sul tunnel centrale e sulla corona del volante, creando un ambiente caldo ed esclusivo.

 

Dal punto di vista tecnico, l’auto è equipaggiata con il motore V8 3.2 biturbo da 370 CV e, cosa importante per gli appassionati, con il cambio manuale a 6 marce. Questa combinazione garantisce il massimo coinvolgimento alla guida e valorizza l’aspetto collezionistico (molti estimatori infatti preferiscono il raro cambio manuale rispetto all’automatico su questo modello). I cerchi in lega sono quelli originali da 18 pollici a 10 razze, gommati con pneumatici sportivi di larga sezione. I celebri fanali a LED “boomerang” posteriori ovviamente campeggiano sulla coda, originali e in perfetto stato, così come gli altri dettagli esterni (profili cromati, griglie, loghi).

 

L’auto in inserzione ha percorso circa 43.000 km, un chilometraggio molto basso in rapporto all’età (poco più di 2.000 km l’anno di media). Ciò fa presumere un utilizzo sporadico e appassionato, tipico di chi custodisce una vettura di questo calibro come pezzo da collezione o da weekend. Il libretto di manutenzione riporta i tagliandi regolari (presumibilmente eseguiti in rete ufficiale Maserati, dato lo stato di conservazione). La dotazione di bordo include climatizzatore automatico, autoradio originale con lettore cassette, sedili elettrici con memoria lato guida, doppio airbag, controllo trazione, ABS e tutti gli accessori standard elencati in origine. Trattandosi di una vettura del 2001, è conforme alla normativa Euro 3 sulle emissioni.

 

Per quanto riguarda lo stato generale, dalle foto disponibili e dalle informazioni fornite l’auto appare in eccellenti condizioni sia estetiche che meccaniche. La vernice Blu metallizzato ha una finitura uniforme e brillante, senza evidenti difetti; gli interni in pelle beige sono ben conservati, privi di abrasioni significative o scolorimenti (segno che l’auto potrebbe essere stata rimessata al coperto al riparo dal sole). Anche i comandi e le finiture – ad esempio la pulsanteria del climatizzatore, spesso soggetta a usura del rivestimento soft-touch nelle auto di quell’epoca – sembrano in ottimo stato. Non si notano crepe sul cruscotto né segni di degrado sulla radica o sul volante. Meccanicamente, a 43 mila km il motore V8 dovrebbe esprimere tutta la sua potenza originale; è lecito attendersi che siano già stati effettuati gli interventi chiave di manutenzione (sostituzione della cinghia di distribuzione, controlli ai sistemi elettronici, ecc.). Da evidenziare che l’auto monta ancora componenti originali difficili da reperire in caso di danneggiamento: ad esempio i fanali boomerang posteriori, che sul mercato dei ricambi usati possono costare oltre €1500 a coppia, sono integri.

 

In definitiva, l’esemplare proposto da 2F Drive si configura come una 3200 GT ottimamente conservata, in una combinazione colori molto apprezzata e con il desiderato cambio manuale. Un’auto che, per condizioni e chilometraggio, è rivolta sia al collezionista in cerca di una Maserati youngtimer da tenere a lungo termine, sia all’appassionato che voglia godersi la guida di un vero V8 biturbo italiano sapendo di possedere un pezzo di storia del Tridente.

 

Checklist Pre-Acquisto e Difetti Noti

Come ogni vettura sportiva d’epoca complessa, anche la Maserati 3200 GT richiede alcune verifiche attente prima dell’acquisto. Di seguito una checklist dettagliata dei controlli e dei possibili difetti noti, frutto dell’esperienza di proprietari e specialisti:

  • Motore e Turbine: Verificare lo stato generale del V8 biturbo. Accertarsi che non vi siano perdite di olio o liquido refrigerante dal motore (controllare sotto l’auto e il vano motore). Osservare se in accelerazione decisa si notano fumosità allo scarico: un fumo azzurrino potrebbe indicare usura delle tenute delle turbine o del motore. Le turbine IHI, se ben mantenute (rispettando tempi di riscaldamento e raffreddamento) sono longeve, ma oltre i 100k km potrebbero richiedere revisione. Ascoltare eventuali rumori anomali di meccanica: battiti metallici potrebbero indicare problemi seri come il cosiddetto spallamento dell’albero motore (eccessivo gioco assiale dell’albero) che in alcuni casi ha afflitto questo V8. Tale intervento è costoso (può superare i 7.000€), quindi è fondamentale escludere giochi anomali misurando l’end-play dell’albero motore se possibile o verificando presso officine specializzate. Un motore in salute deve avviarsi subito sia a caldo che a freddo, tenere un minimo stabile e salire di giri fluido senza esitazioni né strattoni.

  • Distribuzione (cinghia e catena): La 3200 GT adotta una cinghia dentata per la distribuzione principale e una catena secondaria sul retro motore per collegare gli alberi a camme ausiliari. La cinghia va sostituita tassativamente ogni 3-4 anni o 30.000 km, dato il degrado anche temporale. Verificare sul libretto tagliandi l’ultima sostituzione della cinghia di distribuzione (un intervento che include anche tendicinghia, cuscinetti e preferibilmente la pompa acqua). La catena posteriore ha un intervallo più lungo (circa 100.000 km o 10 anni), ma spesso viene trascurata data la manodopera onerosa necessaria. Se l’auto in esame è prossima a 60-70k km o oltre, informarsi se la catena è mai stata cambiata; in caso contrario, prevederne il cambio per evitare rischi (una catena allungata può causare sfasamenti). Un orecchio esperto può percepire rumori di catena lenta in zona posteriore motore al minimo.

  • Corpo farfallato elettronico: Uno dei difetti più noti della 3200 GT è il guasto del corpo farfallato elettronico (drive-by-wire throttle body). I sintomi includono minimo irregolare, modalità limp con giri bloccati e accensione spia motore. In passato molti 3200 hanno avuto questo problema, dovuto a difetti di progettazione dell’attuatore elettronico. Verificare se l’esemplare ha già beneficiato di una revisione o sostituzione migliorativa del corpo farfallato. Esistono soluzioni aftermarket più robuste (ad es. un kit modificato sviluppato dallo specialista inglese Bill McGrath) che risolvono il problema in modo definitivo. In prova, assicurarsi che l’erogazione sia regolare e che al rilascio del gas il regime scenda in modo regolare, segno di farfalla funzionante. Un corpo farfallato difettoso nuovo originale Maserati può costare ~1800€, quindi è importante accertarne lo stato.

  • Impianto Elettrico ed Elettronica: Come accennato, l’elettronica della 3200 GT è sofisticata ma nei primi esemplari acerba, e può presentare alcune noie. Controllare a fondo il funzionamento di tutta la strumentazione e dotazioni elettriche:
    Centralina motore: accendere l’auto a quadro spento e vedere se rimangono spie motore o altre anomalie. Un controllo con tester OBD dedicato Maserati (MDS) può rivelare eventuali codici errore nascosti.
    Climatizzatore automatico: verificare che soffia aria fredda/calda a dovere e che tutte le velocità della ventola funzionino.
    Alzacristalli elettrici: assicurarsi che i finestrini salgano/scendano senza sforzi anomali o rumori, e che i motorini non siano lenti (se il movimento è irregolare, potrebbe indicare componenti usurate).
    Chiusura centralizzata e telecomando: testare l’apertura/chiusura con chiave e telecomando, e il funzionamento dell’antifurto se presente.
    Strumenti e indicatori: tachimetro, contagiri, manometri olio e turbo, livello carburante – devono dare letture plausibili; eventuali malfunzionamenti potrebbero essere dovuti a sensori difettosi o falsi contatti.
    Luci: controllare tutte le luci esterne (in particolare i LED dei fanali boomerang: se alcune sezioni non si accendono, la riparazione è complessa e richiede pezzi di ricambio rari). Controllare anche i fari anteriori, fendinebbia e indicatori di direzione.
    Chiave rossa master: verificare che sia fornita la chiave master rossa codificata. È un elemento fondamentale per programmare eventuali chiavi aggiuntive o componenti elettronici nuovi; la sua mancanza può creare grossi grattacapi (e costi) in futuro.

  • Trasmissione e Frizione: Nelle versioni manuali, controllare lo stato della frizione. Con 370 CV e tanta coppia, il disco frizione soffre se l’auto è stata strapazzata: durante il test drive assicurarsi che non ci sia slittamento (provare una ripresa in marcia alta a basso numero di giri – il motore non deve salire di giri senza corrispondente accelerazione). Sentire anche se ci sono rumori quando si preme e rilascia la frizione, indice di possibile usura del cuscinetto reggispinta. La frizione non è nota per problemi cronici specifici, ma è un elemento di usura da mettere in conto (la sostituzione può costare alcune migliaia di euro in officina ufficiale). Nelle versioni automatiche, verificare che i cambi marcia avvengano fluidamente e senza strappi anomali; un cambio automatico maltrattato potrebbe manifestare slittamenti o indecisioni tra le marce.

  • Sospensioni e Sterzo: Mettere l’auto sul ponte (o comunque ispezionare sotto) per controllare boccole e giunti delle sospensioni. Con il tempo i silent-block dei bracci oscillanti si deteriorano, causando giochi e clunk durante la marcia su buche. In particolare, sulla 3200 GT l’usura dei giunti sferici inferiori anteriori richiede la sostituzione dell’intero braccio (non essendoci il ricambio del solo giunto), con un costo di circa 2000€ per rifare l’avantreno. Durante il test drive, percepire se lo sterzo ha giochi o vuoti: deve essere preciso e senza vibrazioni anomale; in caso contrario occorre verificare testine dello sterzo e geometria. Controllare anche gli ammortizzatori per eventuali perdite d’olio: unità scariche compromettono la guidabilità. Le sospensioni attive (Assetto Corsa) sono più costose da sistemare, ma su un esemplare standard non ci sono centraline sospensioni di mezzo, semplificando la manutenzione.

  • Impianto Frenante: Ispezionare dischi e pastiglie. I dischi freno anteriori sono da 330 mm autoventilati – se l’auto ha fatto poca strada potrebbero ancora essere originali; misurarne lo spessore residuo e controllare che non siano troppo solcati o ovalizzati (in caso di vibrazione in frenata). La sostituzione non è proibitiva (un set di dischi anteriori di qualità costa sui 300-400€). Le pinze Brembo raramente danno problemi, magari verificheremo che non ci siano trafilaggi di olio freni dai pistoncini. Anche il pedale deve dare buona risposta: una corsa eccessiva o spugnosità indicano da spurgare l’impianto o controllare il servofreno. Controllare infine il freno di stazionamento (a pedale o leva, a seconda del mercato) per verificarne l’efficacia.

  • Carrozzeria e Corrosione: Benché la scocca sia in acciaio, la 3200 GT non è particolarmente soggetta a ruggine diffusa, soprattutto se tenuta al coperto. Tuttavia, controllare i fondi, passaruota e sottoporta per individuare eventuali punti di corrosione incipiente, soprattutto negli esemplari utilizzati in climi umidi. Esaminare con attenzione la base dei montanti del parabrezza e il vano baule sotto la moquette (dove alloggia la ruota di scorta/kit) per segni di acqua o ruggine.

  • Guarnizioni e capote: La 3200 GT è solo coupé (non esiste in versione aperta, la Spyder del 2001 appartiene alla serie successiva 4200), quindi non ci sono capote in tela da controllare in questo modello. È però utile verificare le guarnizioni dei finestrini e del portellone posteriore, assicurandosi che non vi siano infiltrazioni d’acqua (un interno con moquette umida può indicare guarnizioni indurite o drenaggi otturati). Ad esempio, tappetini bagnati lato passeggero possono derivare da scarichi dell’acqua piovana intasati o da un radiatore del riscaldamento che perde – quest’ultimo caso è più grave perché richiede di smontare il cruscotto.

  • Fari e fanali: Come già detto, i fanali posteriori boomerang sono pregiati ma delicati. Oltre al funzionamento dei LED, ispezionarli per crepe o riparazioni: reperire ricambi originali è difficile e costoso (anche €1500 per una coppia usata in buono stato). I fari anteriori hanno la particolarità di avere la mascherina interna verniciata in tinta carrozzeria: controllare che siano in ordine e che la vernice non si sia sfogliata (in tal caso l’auto potrebbe aver subito sostituzioni di fari non riverniciati). Verificare l’integrità dei fendinebbia anteriori, spesso soggetti a scheggiature.

In generale, si raccomanda vivamente un controllo presso un centro Maserati o un meccanico specialista prima dell’acquisto: una diagnosi elettronica completa e un’ispezione sul ponte potranno dare conferma dello stato dell’auto. Documenti e storico manutenzione sono anch’essi fondamentali: meglio prediligere esemplari con cronologia tagliandi completa (possibilmente in rete ufficiale Maserati) e poche proprietà, indice spesso di una cura continuativa. Seguendo questa checklist e con un po’ di fortuna, ci si potrà assicurare che la 3200 GT scelta sia un acquisto solido e privo di spiacevoli sorprese nascoste.

 

Manutenzione e Conservazione

Possedere una Maserati 3200 GT richiede impegno in termini di manutenzione, ma con le giuste attenzioni è possibile godersela a lungo preservandone valore e affidabilità. Ecco alcune linee guida per una corretta cura e conservazione di questo modello:

  • Manutenzione periodica regolare: Rispettare rigorosamente gli intervalli di manutenzione suggeriti (o accorciarli in caso di uso sporadico). Come detto, la cinghia di distribuzione va rifatta almeno ogni 3 anni, a prescindere dal chilometraggio, data la criticità del componente. Olio motore e filtro vanno cambiati annualmente o ogni ~10.000 km, utilizzando lubrificante di alta qualità (sintetico 5W-40 o 10W-60 a seconda delle specifiche Maserati) per proteggere il V8 turbo. Il liquido refrigerante e il fluido freni andrebbero sostituiti ogni 2 anni per mantenere gli impianti efficienti. Se l’auto non percorre molta strada, è comunque opportuno effettuare un tagliando ogni anno (olio e controlli generali) per scongiurare degradi da fermo.

  • Check-up specialistico all’elettronica: Dato che la 3200 GT possiede centraline non standard (specifiche Maserati) e un sistema diagnostico proprietario, è consigliabile far eseguire periodicamente una diagnosi da officine con l’apposito tester Maserati. Ciò consente di individuare prontamente eventuali anomalie elettroniche latenti e intervenire prima che diventino problemi seri. Mantenere inoltre la batteria in piena efficienza (voltaggio corretto): una batteria scarica può causare comportamenti anomali delle centraline. Se l’auto resta ferma a lungo, usare un mantenitore di carica.

  • Cura del sistema di alimentazione e sovralimentazione: Utilizzare carburante di alta qualità (benzina 98 ottani se disponibile) per assicurare la migliore combustione e tenere puliti iniettori e valvole. Considerare l’uso periodico di additivi pulisci-iniettori. Dopo avviamenti a freddo, far scaldare gradualmente il motore evitando di superare i 3000 giri finché l’olio non è in temperatura; analogamente, dopo una guida sportiva attendere mezzo minuto al minimo prima di spegnere, per permettere ai turbo di raffreddarsi ed evitare shock termici (questo prolunga la vita delle turbine). Verificare con regolarità lo stato delle tubazioni di sovralimentazione e aspirazione (manicotti gomma) e del sistema intercooler: eventuali crepe o perdite di pressione possono influire sulle prestazioni e vanno risolte.

  • Conservazione dell’auto a riposo: Se la Maserati viene utilizzata saltuariamente, è importante rimetterla correttamente. L’ideale è un garage chiuso, asciutto e ventilato. Gonfiare leggermente di più le gomme (per evitare appiattimenti da fermo) o spostare l’auto di qualche centimetro ogni tanto per variare il punto di contatto a terra. Evitare di tirare il freno a mano per lunghi periodi (meglio usare dei cunei per bloccare le ruote) per non far attaccare le pastiglie ai dischi. Proteggere la vettura con un telo traspirante su misura, dopo averla lavata e asciugata bene, così da prevenire graffi e polvere. Avviare il motore almeno una volta al mese, portandolo a temperatura, aiuta a mantenere lubrificati i componenti e a prevenire il degrado dei fluidi.

  • Cura degli interni e della carrozzeria: La pelle Connolly degli interni va nutrita e pulita periodicamente con prodotti specifici per pellami naturali, in modo da evitare secchezza e screpolature. Evitare lunghe esposizioni al sole dell’abitacolo (utilizzare parasole) per preservare colori e materiali. Per la carrozzeria, lavaggi a mano con prodotti non aggressivi e cerature periodiche preserveranno la vernice Blu metallizzata. Attenzione ai cerchi in lega a canale largo: proteggere i bordi da urti da marciapiede e tenerli puliti da polvere dei freni (che è corrosiva a lungo andare).

  • Documentazione e originalità: Dal punto di vista collezionistico, conservare la documentazione completa (manuali, libretti service, fatture degli interventi) aggiunge valore nel tempo. Mantenere l’auto il più possibile originale: evitare modifiche invasive o tuning che potrebbero deprezzarla agli occhi dei puristi. Eventuali miglioramenti (es. aggiornamento corpo farfallato, tubi freno in treccia, centralina rimappata) andrebbero fatti in modo reversibile e conservando i pezzi originali a corredo.

In generale, un proprietario attento tratterà la Maserati 3200 GT con la stessa cura che si dedica a un’auto d’epoca: un occhio di riguardo e manutenzione preventiva sono preferibili a riparazioni ex-post, spesso costose. Pur avendo costi di gestione non indifferenti (ricordiamo che da nuova costava oltre 150 mila DM in Germania, equivalenti ad un prezzo da vera supercar), una 3200 GT ben mantenuta saprà dare enormi soddisfazioni e potrà durare molti anni in perfetta forma, diventando magari il fiore all’occhiello della collezione di famiglia.

 

Valore Collezionistico e Rarità

Negli ultimi anni la Maserati 3200 GT ha visto crescere l’attenzione da parte di collezionisti e appassionati, riscattandosi dopo un periodo iniziale di svalutazione. Prodotta in soli 4.795 esemplari totali (2.689 manuali e 2.106 automatici) tra il 1998 e il 2002, non è comunissima sulle strade, soprattutto in condizioni originali eccellenti. Diversi elementi la rendono interessante dal punto di vista collezionistico:

  • Rarità relativa: rispetto a concorrenti come Porsche 996 (prodotta in decine di migliaia di unità) o Jaguar XK, la 3200 GT è assai più rara da incontrare. In particolare, alcuni sotto-modelli sono ambitissimi: la serie limitata Assetto Corsa (2001) costruita in 250 unità totali, e gli esemplari delle primissime serie con fanali boomerang (mai venduti negli USA). Anche la suddivisione manuale/automatica fa sì che le 3200 GT manuali siano relativamente poche (circa il 56% della produzione) e oggi ricercate da chi vuole il massimo coinvolgimento.

  • Design iconico e unico: Giugiaro ha creato un instant-classic. I famosi fanali a boomerang sono già di per sé un simbolo identificativo che rende la 3200 GT “collezionabile” per design; sono l’ultimo esempio di tail-light design audace prima che le normative uniformassero le forme. L’insieme del design – pulito, elegante, ancora moderno – fa sì che l’auto attiri sguardi e consensi anche alle odierne manifestazioni di auto storiche. Avere in garage una 3200 GT significa possedere un pezzo di stile italiano premiato dal tempo.

  • Fine di un’epoca analogica: La 3200 GT incarna l’ultima Maserati della vecchia scuola: motore Maserati puro (l’ultimo V8 progettato internamente prima dell’era dei motori Ferrari), biturbo con erogazione prepotente, cambio manuale tradizionale (nelle versioni GT) e ausili elettronici minimi rispetto alle auto odierne. È spesso definita l’ultima Maserati “analogica”, poiché i modelli successivi hanno introdotto cambi robotizzati, motori aspirati Ferrari e più controlli elettronici. Questa sua natura ibrida tra classico e moderno la rende affascinante per i puristi: guidarla oggi offre sensazioni “d’altri tempi” ma con performance ancora attuali. In più, la 3200 GT è stata l’ultimo progetto interamente Maserati fino al 2020 (quando è arrivata la MC20), fatto che le conferisce importanza storica.

  • Valutazioni in crescita: Dopo una pesante svalutazione iniziale (fino a pochi anni fa era possibile reperirne esemplari a prezzi davvero contenuti, anche intorno ai 15-20 mila euro), le quotazioni stanno risalendo. Ad esempio, la nota rivista Ruoteclassiche nel 2021 la segnalava come coupé “su cui puntare a occhi chiusi” prima che i valori salissero. Anche l’agenzia Hagerty l’ha inserita nella sua Bull Market List 2022 prevedendo un interesse collezionistico crescente. Gli esemplari migliori (chilometraggio basso, condizioni top, magari versione Assetto Corsa o colori particolari) oggi in Italia possono raggiungere cifre di 50-60 mila euro sul mercato dei dealer specializzati. Un caso emblematico: a fine 2023 un’asta inglese ha visto una 3200 GT Assetto Corsa con 110.000 km venduta per sole £12.937 (circa 15.000 €) a causa della guida a destra, stimando però che da noi la stessa vettura in guida a sinistra potrebbe valere tranquillamente il doppio o più. Questo indica margini di rivalutazione: chi acquistasse oggi una buona 3200 GT potrebbe vederla salire di valore col tempo, specie man mano che gli esemplari ben tenuti diverranno più rari.

  • Appartenenza al marchio Maserati: Collezionare Maserati è una passione a parte nel mondo delle classiche. Il Tridente ha una storia gloriosa e modelli iconici; la 3200 GT, pur essendo relativamente giovane, si inserisce in quella linea di sangue. Ha inoltre un vantaggio rispetto ad auto ben più costose: permette di accedere al mondo Maserati con un investimento ancora “ragionevole”, portandosi a casa una vettura che porta su di sé il blasone di una casa storica italiana, con tutto il prestigio che ne deriva (raduni Maserati, club dedicati, ecc.). In un certo senso, come è stato detto provocatoriamente, “la miglior Ferrari youngtimer potrebbe essere una Maserati”, nel senso che una 3200 GT offre emozioni e pedigree vicini a una Ferrari coeva ma a costi nettamente inferiori.

In definitiva, dal punto di vista collezionistico la Maserati 3200 GT ha tutte le carte in regola per essere considerata un pezzo da collezione: produzione limitata, design celebre, importanza tecnica e storica (ultima biturbo Maserati, primo modello dell’era Ferrari), e guida appagante. Chi l’ha conservata con cura si ritrova oggi con un’auto il cui fascino sta maturando col passare degli anni. Certo, richiede attenzioni e risorse per mantenerla al meglio, ma in cambio regala quel senso di autenticità e orgoglio che solo certe vetture sanno dare. Nel panorama dei collezionisti, la 3200 GT sta passando da “usato interessante” a classico moderno ricercato, e molti esperti concordano che questo trend continuerà.

 

Confronto con le Rivali dell’Epoca

All’uscita della Maserati 3200 GT, il mercato delle GT di lusso 2+2 posti era popolato da alcuni modelli di spicco. Un confronto qualitativo con le principali rivali coeve aiuta a contestualizzare pregi e difetti della coupé modenese:

  • Jaguar XKR (X100, 1998) – La coupé di Coventry rappresentava la Gran Bretagna nel segmento. Dotata di un V8 4.0 sovralimentato tramite compressore volumetrico, erogava anch’essa 370 CV circa e privilegiava un’erogazione della potenza vellutata e corposa fin dai bassi regimi. Cambio automatico a 5 rapporti e sospensioni attive CATS rendevano la XKR molto confortevole e fruibile, anche se meno sportiva nelle reazioni rispetto alla Maserati. La 3200 GT, con il suo biturbo e il cambio manuale, risultava più aggressiva e coinvolgente nella guida; la XKR rispondeva con interni ancor più lussuosi (pelle Connolly e radica ovunque, nel tipico stile Jaguar) e una maggiore facilità di gestione nel quotidiano. In termini di handling, la Jaguar era orientata al comfort e soffriva di maggior rollio, mentre la Maserati offriva un comportamento più piatto in curva ma richiedeva mani più esperte sul bagnato. Come immagine, Jaguar puntava su linee rétro-eleganti (richiamo alla E-Type) contrapposte al design moderno italiano della 3200. Oggi entrambe sono considerate youngtimer interessanti: la XKR generalmente ha costi di manutenzione inferiori e una meccanica Ford-Jaguar più semplice, mentre la Maserati vince in esclusività e pedigree corsaiolo.

  • Porsche 911 (996, 1998) – L’eterna rivale tedesca rappresenta un caso un po’ a parte, essendo una sportiva tout court più che una granturismo tradizionale. Nel 1998 la 911 Carrera (996 Mk1) offriva un flat-six 3.4 da 300 CV (portati a 320 CV col 3.6 del 2001) e una disposizione tecnica radicalmente diversa: motore posteriore a sbalzo e due piccoli sedili d’emergenza dietro. Prestazioni simili nello 0-100 (circa 5 secondi), ma esperienza di guida molto diversa: la Porsche vinceva in agilità, leggerezza e precisione di sterzo, risultando più efficace in pista o sul misto stretto. La Maserati dal canto suo offriva 4 posti veri (due adulti stavano comodi dietro solo sulla Maserati, non sulla 911) e un’abitabilità superiore, oltre a finiture più pregiate. La 3200 GT è più rara e speciale, mentre la 996 è stata prodotta in migliaia di esemplari ed è più “facile” da mantenere. Una differenza chiave stava nel carattere del motore: il boxer Porsche è atmosferico e sale di giri progressivo fino a 7000 rpm, il V8 Maserati biturbo ha più coppia in basso ma un allungo minore; ciò rende la guida Maserati più impressionante in ripresa, mentre la 911 diverte con l’allungo. In sintesi, chi cercava sportività pura spesso sceglieva Porsche, chi voleva un mix di lusso e performance in un’auto esclusiva guardava a Maserati. Oggi, queste due filosofie le rendono entrambe attraenti ma per pubblici un po’ diversi: la 3200 GT è per il collezionista raffinato che magari ha già avuto Porsche e vuole qualcosa di unico, la 996 è per chi vuole il mito 911 a un prezzo accessibile.

  • Aston Martin DB7 Vantage (1999) – Dall’Inghilterra con furore, l’Aston Martin DB7 Vantage debuttò nel 1999 con un possente V12 aspirato di 5.9 litri da 420 CV, posizionandosi un gradino sopra per potenza pura. Era una 2+2 dal carattere più gran turismo classico, con design firmato Ian Callum molto elegante e interni opulenti (anche qui pelle Connolly a profusione, strumentazione classica). Rispetto alla Maserati, l’Aston aveva un motore dalla risposta più progressiva e un suono raffinato da dodici cilindri, ma anche un peso elevato e un telaio derivato da un progetto più vecchio (con componentistica Jaguar anni ’80) che la rendevano meno agile. La 3200 GT risulta più reattiva e “sportiva” nella dinamica rispetto alla DB7, la quale privilegia il comfort autostradale. Anche come rarità, la DB7 Vantage è comparabile (poco più di 2000 esemplari prodotti in versione Vantage coupé), ma i costi di manutenzione Aston Martin sono notoriamente alti, soprattutto per il V12. Chi negli anni 2000 cercava prestigio assoluto e un marchio aristocratico sceglieva Aston, ma pagava molto di più (la DB7 costava circa il doppio di una 3200 GT nuova). La Maserati offriva una combinazione valore/prestazioni difficilmente battibile: per il prezzo di una DB7 base si poteva avere una 3200 GT full optional e risparmiare ancora. Dal lato collezionistico, entrambe hanno ottimi argomenti: la Aston per il V12 e la linea immortale, la Maserati per il biturbo e l’unicità del design Giugiaro.

  • Ferrari 456 GT (1992) / 456M (1998) – La citazione d’obbligo va alla Ferrari coeva, benché giocasse in una categoria superiore. La 456 GT nel 1998 era già a fine carriera, sostituita poi dalla 612 Scaglietti nel 2004. Montava un V12 5.5 da 442 CV, con 4 posti veri e schema transaxle, ed era l’ammiraglia di Maranello. Prestazioni simili (0-100 ~5.2 s, vmax 300 km/h), ma con un prezzo da nuova triplo rispetto alla Maserati e un’esclusività assoluta. Paragonare 3200 GT e 456 è interessante perché la prima nacque proprio sotto l’egida Ferrari, che volle evitare sovrapposizioni troppo dirette (tenendo la Maserati a 370 CV dichiarati, ben al di sotto dei 442 della 456). In pratica la 3200 GT rappresentava una sorta di “Ferrari alternativa” più economica e utilizzabile: aveva dimensioni più compatte, un comportamento meno estremo e una manutenzione (leggermente) più abbordabile. La Ferrari 456 offriva un’esperienza V12 unica, finiture al top e naturalmente il blasone del Cavallino Rampante. Tuttavia molti giornalisti all’epoca riconobbero che “la miglior Ferrari poteva essere una Maserati”, nel senso che la 3200 GT riusciva a dare sensazioni vicine (velocità, lusso, immagine) ad una frazione del costo. Oggi sul mercato da collezione, una 456GT in buono stato supera di norma i 100.000€, mentre una 3200 GT ottima sta appunto sui 50-60k: un delta che rende la Maserati un affare relativo per chi voglia una gran turismo italiana a 8 cilindri di fine anni ’90 senza svenarsi.

In conclusione, la Maserati 3200 GT teneva testa con onore alle sue contemporanee. Pur non eccellendo in assoluto su ogni fronte, offriva un equilibrio originale: più esotica di una Porsche, più sportiva di una Jaguar, più accessibile di una Ferrari, più moderna in progetto di un’Aston DB7. Oggi questo mix la rende molto attraente: chi sale su una 3200 GT percepisce di guidare qualcosa di diverso dalle solite GT tedesche o inglesi. Le rivali citate hanno ciascuna i propri estimatori, ma la Maserati è probabilmente quella che meglio incarna la definizione di youngtimer di culto, grazie anche alla sua storia particolare. Per l’appassionato, avere in collezione una 3200 GT significa possedere un tassello fondamentale del panorama granturismo di fine Novecento, un’auto che – confrontata alle pari età – spicca per personalità e fascino senza tempo.

 

Considerazioni Finali e Mercato Attuale

A oltre vent’anni dal suo debutto, la Maserati 3200 GT ha completato la transizione da “usato di lusso abbordabile” a classico moderno ricercato. Sul mercato delle GT youngtimer oggi si posiziona come un’alternativa intrigante: non ancora inflazionata nei prezzi come alcune rivali tedesche, ma in rapida ascesa di quotazione e reputazione. I punti di forza che la rendono appetibile – design unico, prestazioni da vera sportiva, produzione limitata, pedigree Maserati – stanno venendo riscoperti da una nuova generazione di collezionisti e driver nostalgici degli anni ’90.

 

In termini di prezzi, come accennato, si osserva una forbice molto ampia: esemplari con molti chilometri o bisognosi di lavori possono ancora trovarsi attorno ai 20.000 €, mentre le vetture migliori (tagliandi certificati, pochi km, condizioni originali eccellenti) vengono offerte da rivenditori specializzati anche sopra i 50.000 €. Questa divergenza riflette l’importanza della storia manutentiva: una 3200 GT ben mantenuta vale decisamente di più di un esemplare trascurato – anche perché le spese di ripristino possono facilmente superare la differenza di prezzo. Il consiglio per chi volesse entrarne in possesso è di puntare all’auto più sana e completa possibile, magari facendosi assistere da esperti Maserati nella valutazione preliminare.

 

Nel panorama delle youngtimer, la 3200 GT occupa un posto particolare. Non è un’auto per tutti, e non lo era nemmeno da nuova: i costi di gestione e la necessità di competenza tecnica per curarla la destinano a palati raffinati e appassionati veri. Chi però saprà apprezzarla, avrà in cambio un’esperienza di possesso gratificante: ogni uscita domenicale con questa Maserati diventa un evento, ogni sguardo ammirato di passanti e intenditori conferma di avere tra le mani qualcosa di speciale. Inoltre, l’iscrizione ai registri storici (ASI o simili, man mano che supera i 20 anni) può ridurre costi assicurativi e fiscali, incentivando a conservarla nel lungo termine.

 

Va sottolineato anche l’aspetto emotivo: la 3200 GT fu la portabandiera della resurrezione Maserati nel 1998 – guidarla oggi significa rievocare quell’entusiasmo e ottimismo per il futuro del marchio. È un’auto che segna la fine di un’era (quella Maserati pre-Ferrari) e l’inizio di un nuovo capitolo, e per questo suscita l’interesse di chi ama la storia dell’automobile. Molti la considerano già una instant classic, altri sottolineano come sia “l’ultima vera Maserati” prima dell’integrazione, il che aggiunge un’aura quasi romantica al modello.

 

In conclusione, la Maserati 3200 GT del 2001 si conferma una protagonista di rilievo nel mercato delle GT youngtimer. Il suo posizionamento attuale è quello di un’auto dal valore collezionistico in crescita, ambita da chi cerca un oggetto esclusivo e dal carattere autentico. Non è la scelta più razionale come sportiva (una Porsche è più pratica) né la più economica da mantenere (una coupé tedesca coetanea costa meno in officina), ma eccelle in ciò che spesso conta di più per l’appassionato: il fascino. Chi oggi investe in una 3200 GT si porta a casa non solo una vettura performante, ma un pezzo di storia del Tridente, un oggetto di design e tecnologia che rappresenta un’epoca. E con buona probabilità, vedrà il suo investimento emozionale ed economico crescere negli anni a venire, man mano che la 3200 GT conquisterà il pieno status di classico da collezione. In un mondo di GT moderne ipertecnologiche, questa Maserati rimane una macchina da guidare col cuore, un’auto capace ancora di far battere il cuore agli appassionati come pochi altri oggetti delle quattro ruote sanno fare.

 

Questo contenuto è stato realizzato con il supporto di GPT 2F Drive, sistema redazionale avanzato basato su ChatGPT 5.2, ottimizzato per l’analisi tecnica, storica e collezionistica del settore automotive.

Informazioni aggiuntive: scheda vettura e showroom

Per ulteriori dettagli specifici su questo modello di Maserati 3200 GT – inclusa la disponibilità dell’esemplare in questione – è possibile consultare la relativa scheda vettura su 2F Drive.
Inoltre, per esplorare tutte le altre auto presenti in catalogo e trovare magari la prossima aggiunta alla vostra collezione, visitate lo showroom completo 2F Drive. Ogni vettura è presentata con informazioni dettagliate e fotografie, per offrirvi un’esperienza di navigazione esclusiva nel mondo delle auto ad alte prestazioni e da collezione.

👉 Scheda vettura: https://www.2fdrive.com/it/prodotti/508-506-maserati-3200-gt
👉 Showroom 2F Drive: https://www.2fdrive.com/it/prodotti/showroom

 

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